Libertà

Posted: 01/02/2011 by Alex93 in Saggi

Questa parola, libertà, dall’alba dei tempi viene invocata, considerata spesso il valore fondante della società, usata e abusata nei comizi politici e, perché no, nei nomi stessi dei partiti. La confusione che aleggia attorno al termine è evidente quando le persone non distinguono tra liberalismo e liberismo, o peggio ancora tra liberalismo e democrazia (giungendo talvolta per proprietà transitiva ad affermare che una democrazia necessita di un’economia liberista!) Meno evidente, ma più importante, è la confusione attorno al concetto stesso di libertà.

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Commenti
  1. Greezly scrive:

    Orco! sono il primo a cui piace questo post!

    • Duvall scrive:

      Bello bello bello =)
      Un ragionamento così sulla libertà non lo si trova mlto spesso in giro!
      E poi tutti quei collegamenti filosofici…Agostino, l’asino di Buridano…precisi ed accurati!
      Ne aggiungo uno io, anzi due a me “cari”:
      -Pico della Mirandola: Nel suo trattato “De hominis dignitate” spiega tramite la struttura del mito platonico il dogma cristiano della Creazione.
      Afferma che Dio, nel creare il mondo e le creature, usò tutte le qualità possibili e immaginabili, ed arrivato all’uomo, le aveva esaurite tutte: così il mondo e le creature realizzate prima dell’uomo,in quanto dotate di una propria essenza, erano schiave del volere divino, limitate e non libere. L’uomo invece, la cui peculiarità è non avere un’essenza, era invece imago dei, proprio perchè come dio era libero, non avendo un’essenza stabilita previamente.
      Il punto di Pico Della Mirandola è che l’uomo è faber sui vitae, in quanto è lui a forgiare il suo destino, è lui a scegliere se essere più simile a una bestia o ad un angelo. Qualità somma diventa dunque non l’intelligenza o la fede, ma la libertà.

      -Pietro Pomponazzi: viene ricordato per due dottrine fondamentali, quella della mortalità dell’anima e la sua filosofia morale molto illuminante.
      La dottrina della mortalità dell’anima è basata su reminescenze aristoteliche e afferma che l’anima, essendo unita in un sinolo al corpo, muore con la morte del corpo. L’immortalità dell’anima è dunque per Pomponazzi verità di fede, ma non può essere assolutamente verità di ragione.
      La successiva filosofia morale si ricollega alla dottrina dell’anima, riprendendo spunti antichissimi e ribattendo alle critiche sulla mortalità della forma aristotelica.
      Come può l’uomo, sostenevano i detrattori di Pomponazzi, aigre moralmente edeticamente bene, sedopo la vita non c’è nulla, se con la morte finisce tutto, l’anima non esiste e nemmeno esiste un mondo ultraterreno in cui essere premiati o puniti per la propria condotta di vita?
      Pomponazzi ribatte che proprio perchè l’anima è mortale, ciò rende più degna di lode e pura l’azione eticamente giusta dell’uomo: esso infatti, in questo caso, agirebbe bene perchè spinto dal bisogno di agire bene per sè stesso, non per un fine ultimo, o un rendiconto finale.
      Per Pomponazzi, dunque, anche l’uomo laico e razionale può agire bene ed essere una persona moralmente irreprensibile: l’uomo giusto, difatti, non ha bisogno di premi per agire bene. E’ la soddisfazione personale a far agire bene l’uomo.

      Ecco, finita la mia tirata =) ti starai chiedendo: ma tu, chi sei?
      E io ti dirò: ho trovato il tuo blog girando per Progetto Gay. Sei giovane, eppure sei molto sveglio e razionale.
      Un futuro premio nobel magari? ;)
      Continua a postare, perchè è davvero un bel blog.
      Ci si becca magari anche su PG…
      Saluti =)
      Volontè Duvall

      • trottolone93 scrive:

        Ma che bel commento :P Grazie mille! A breve il blog si sposterà e avrà un dominio proprio…
        Ricordo Pico della Mirandola e in effetti sarebbe stato interessante, mentre Pomponazzi lo trovo difficile da collegare, così su due piedi; anche perché il mio scopo non era fare una carrellata di pensatori ma fornire un quadro coerente dal punto di vista laico, lasciando perdere la fede (infatti Agostino serve solamente a chiarire perché “non poter peccare” > “poter peccare e non peccare” in fatto di libertà)
        Su PG ormai non ci vado da tempo, esattamente in che topic mi hai beccato? Voglio vedere un po’ cosa ci scrivi tu :D
        Ciao ciao!

  2. Duvall scrive:

    Mah, ho iniziato a leggere partire dal topic delle campagne pubblicitarie pro-gay, poi pian piano ho rispolverato gli altri che avevi scritto…anche quello tragicomico degli equivoci a causa dell’omosessualità non dichiarata XD

    Se ti interessa ho un blog anche io, meno “razionale” del tuo…posto di tutto, ma più legato all’area umanistica e alla sfera dell’inconscio…un blog dal vago sapore “Joyceiano”: flussi di pazzia emotiva uniti amomenti di lucidità pseudo filosofica ;)
    Mi farebbe piacere chiacchierare con te =)
    Alla prossima!

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